Consumo consapevole, lotta allo spreco, notizie
Di Madela Canepa su riciblog.it
Oggi si sente molto parlare e si legge di “upcycled food”. Cosa significa? Il termine è ovviamente anglosassone e indica i casi in cui gli scarti alimentari – dalle bucce e i semi della frutta alla polpa di verdura scarto delle più diverse preparazioni, dagli scarti dalla lavorazione di grani ai prodotti che non raggiungono gli standard estetici richiesti dalla grande distribuzione – vengono recuperati per essere re-immessi nella catena produttiva, non necessariamente alimentare. Non si parla quindi dello spreco di cibo che avviene all’interno delle famiglie, ma piuttosto della produzione di eccedenze da parte di aziende che si occupano ad esempio di trasformazione alimentare, ma non solo. Eccedenze che, appunto, possono essere utilizzate evitando, oltre allo spreco, anche – lo sappiamo – un importante impatto ambientale negativo. Oltre alla creazione di nuovo valore.

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